La gestione del controllo di igiene domiciliare nelle zone retromolari è difficoltosa, soprattutto nelle zone interprossimali e spesso i tessuti si infiammano. Un approccio Tailored Brushing Method (TBM) e la terapia fotodinamica antimicrobica Helbo, permettono di ottenere un efficace trattamento delle infiammazioni biofilm-correlate.
Caso clinico
Si presenta al controllo una paziente in cura per diversi trattamenti odontoiatrici, di sesso femminile, 60 anni, non fumatrice.
La paziente riferisce una dolenzia nella zona retromolare di sinistra durante le manovre di spazzolamento domiciliare.
All’esame obiettivo del cavo orale la paziente mostrava inefficace controllo domiciliare di placca batterica: vengono rilevati gli indici clinici e, in zona 46, rileviamo profondità di tasca superiore a 4 mm, forte sanguinamento al sondaggio e ipertrofia gengivale localizzata con infiammazione e relativo sanguinamento (fig. 1).
Tailored Brushing Method
Scegliamo uno scovolino in gomma Gum Soft-Picks per dimostrare alla signora quanto sia possibile disorganizzare i batteri in quel sito interprossimale in maniera semplice (fig. 2) e condividiamo la scelta di cambiare la tecnologia di spazzolino con lo spazzolino manuale Gum Thecnique Pro per garantire un efficace controllo di placca delle superfici interdentali, senza danneggiare il delicato biotipo tissutale delle gengive.
Dopo aver decontaminato il cavo orale, utilizzando il sistema di air-polishing (Combi touch, Mectron) e il terminale subgengivale (perio), orientandolo in direzione del sito infiammato (con presenza di tasca superiore a 5 mm) con polvere di glicina (fig. 3) e decontaminiamo con l’ablatore a ultrasuoni con inserto Mectron S1-S.
Terapia fotodinamica Helbo
Abbiamo sottoposto la paziente a una seduta di terapia fotodinamica Helbo (bredent medical), nella zona infiammata. La terapia prevede l’utilizzo del cromoforo Helbo Blue Photosensitize 0,1 ml (figg. 4 e 5), che viene apposto e lasciato agire per almeno 1 minuto nei siti da trattare. Se la tasca fosse stata più profonda di 4 mm, il tempo di attesa sarebbe stato di 3 minuti.
In questa fase abbiamo la colorazione e la diffusione delle molecole coloranti nel biofilm e conseguente sensibilizzazione dei microrganismi. Le molecole coloranti si sono fissate così alla membrana batterica. Il colorante fotoinibitorio in eccesso viene rimosso con uno sciacquo e aspirato. Le molecole attivate dal fotosensibilizzatore restano nel biofilm.
Si passa al trasferimento dell’energia della luce e stimolazione delle molecole con l’esposizione al laser a diodi TheraLite. Sull’Helbo T-Controller personalizziamo il Timer controller su un sito da trattare: i segnali ottici e acustici indicano la durata dell’azione terapeutica del sito. Allo start inseriamo a contatto la punta del laser e l’esposizione viene effettuata nei sei punti del dente (vestibolare: mesiale, centrale, distale; orale: mesiale, centrale, distale) con un movimento circolare intorno al singolo dente, senza mai uscire dal solco, con tempo di permanenza di 10 secondi per sito.
Il trattamento indurrà la formazione a livello locale di ossigeno singoletto che, tramite ossidazione delle strutture lipidiche della membrana batterica, porterà alla distruzione dei microrganismi. Le cellule sane non vengono colorate né attivate e/o danneggiate.
Viene fissato l’appuntamento di controllo a distanza di una settimana.
La paziente si ripresenta alla visita di controllo dopo sette giorni dal trattamento con evidenti segni di miglioramento dell’infiammazione gengivale e assenza di accumulo di placca, dichiarando la scomparsa della sintomatologia iniziale. L’infiammazione è stata bloccata favorendo la guarigione dei tessuti. Infatti non vi era accumulo di biofilm evidente e non era riscontrabile sanguinamento al sondaggio.
Conclusioni
L’utilizzo della LILT (low level laser therapy) con il suo effetto biodinamico, permette di trattare in modo minimamente invasivo i siti dove vi è un’importante carica batterica, abbattendola e riportando così in uno stato di salute i tessuti interessati.
Gianna Maria Nardi
RUC Università Sapienza di Roma





