Tra le novità presentate EuroPerio11 – organizzato in maggio a Vienna dalla European Federation of Periodontology (Efp) – c’è un innovativo studio condotto presso la facoltà di Odontoiatria dell’Università Ain Shams, in Egitto, che ha dimostrato l’efficacia della termografia a infrarossi nella diagnosi delle malattie parodontali.
Tradizionalmente, la diagnosi parodontale si basa su valutazioni cliniche e radiografiche, come la profondità di sondaggio e gli indici gengivali, ma questo nuovo approccio si propone come metodo diagnostico non invasivo e capace di rilevare in tempo reale gengivite e parodontite con un’elevata accuratezza.
Lo studio ha incluso pazienti di età compresa tra 18 e 60 anni, affetti da gengivite diffusa e in buono stato di salute generale; sono stati esclusi soggetti fumatori, in gravidanza, in trattamento farmacologico o sottoposti recentemente a terapie antibiotiche o antinfiammatorie. I parametri clinici valutati comprendevano l’indice di placca, la profondità di sondaggio e il livello di attacco clinico, mentre le immagini termiche sono state acquisite mediante una fotocamera Fluke Pocket Thermal.
Le temperature medie rilevate sono risultate significativamente differenti tra i gruppi: 34,8 ± 2,4 °C nei soggetti sani, 37,8 ± 1,6 °C nei pazienti con gengivite e 38,7 ± 1,2 °C in quelli con parodontite. L’analisi della curva Roc (un grafico che mette in relazione la sensibilità e la specificità di un test diagnostico) ha confermato un’elevata capacità discriminante, con un’Auc (area sotto la curva Roc) di 0,94 per la gengivite (sensibilità 93% e specificità 83,8%) e 0,86 per la parodontite (sensibilità 90,7% e specificità 64,5%).
I dati termici hanno mostrato una correlazione significativa con i parametri clinici tradizionali, come l’indice di placca e la perdita di attacco clinico. «L’infiammazione può modificare i pattern termici locali – ha dichiarato il responsabile scientifico di EuroPerio11 Lior Shapira – e questo studio ha confermato che la termografia a infrarossi può offrire un metodo non invasivo e specifico per rilevare la malattia parodontale. Potrebbe rappresentare una svolta nella diagnosi precoce, soprattutto in contesti in cui gli strumenti diagnostici tradizionali sono meno accessibili. Inoltre, il sondaggio parodontale, che oggi rappresenta il metodo diagnostico standard, è una procedura sgradevole, in particolare in presenza di gengive infiammate. Metodi nuovi e non invasivi come questo saranno più accettati dai pazienti, soprattutto nei bambini e negli adolescenti».
L’utilizzo della termografia a infrarossi si configura dunque come un’opzione concreta per migliorare la diagnosi precoce delle patologie parodontali, soprattutto in contesti con accesso limitato agli strumenti convenzionali e in popolazioni sensibili, aprendo la strada a una diagnosi più accettabile e tempestiva.
Renato Torlaschi
Giornalista Italian Dental Journal




