Laura si presenta alla nostra osservazione all’età di 12 anni, accompagnata dai genitori, i quali riferiscono una precedente terapia ortopedica eseguita circa due anni prima presso altra struttura. La principale motivazione alla visita è rappresentata dalla posizione ectopica degli elementi 1.3 e 2.3, con rilevante impatto estetico.
L’esame clinico extraorale (fig. 1) evidenzia un aspetto gradevole, con volto simmetrico e labbra competenti a riposo. Il sorriso è armonico, sebbene presenti corridoi buccali laterali, linea del sorriso tendenzialmente piatta e lieve discontinuità della linea incisale. Il profilo facciale appare piatto, con mento poco proiettato e solco labio-mentoniero poco marcato, mentre l’aumento del terzo inferiore del volto è compatibile con un pattern scheletrico iperdivergente.
L’esame intraorale (fig. 2) evidenzia una malocclusione dentale di Classe II, molare e canina bilaterale asimmetrica, in assenza di overjet ridotto, associata a deep bite e linee mediane non coincidenti. È presente un affollamento dentale lieve in arcata inferiore, più marcato in arcata superiore. L’arcata mascellare mostra una perdita di ancoraggio asimmetrica, mentre in arcata inferiore la curva di Spee risulta accentuata.
Analisi dei record radiografici
L’ortopanoramica rivela la presenza di tutti gli elementi dentali, compresi i secondi e i terzi molari in formazione. L’analisi cefalometrica preliminare conferma una Classe I scheletrica in paziente iperdivergente, con biretrusione scheletrica. L’inclinazione degli incisivi superiori e inferiori risulta nella norma.
L’anamnesi ortodontica non evidenzia patologie sistemiche né traumi dentali pregressi di rilievo. La paziente dimostra fin dall’inizio una buona collaborazione, elemento determinante nella pianificazione di un trattamento mediante allineatori trasparenti.
Pianificazione digitale del trattamento ortodontico
Si pone dunque diagnosi di asimmetria dento-alveolare mascellare in paziente iperdivergente con biretrusione scheletrica.
È stato pianificato il trattamento non estrattivo con distalizzazione sequenziale dei molari mascellari ed elastici di Classe II considerando la fase di crescita della paziente. Gli obiettivi principali includevano la correzione della discrepanza sagittale dento-alveolare, il miglioramento dell’allineamento dentale, della forma delle arcate, della funzione occlusale e dell’armonia del sorriso, con il raggiungimento di relazioni molari e canine di Classe I stabili, il controllo della divergenza scheletrica, la risoluzione dell’affollamento e il ripristino di overjet, overbite e coincidenza delle linee mediane.
La pianificazione digitale del trattamento, eseguita tramite software ClinCheck (Align Technology), ha consentito di visualizzare in modo dettagliato la progressione terapeutica, includendo:
– l’espansione controllata delle arcate;
– la distalizzazione dento-alveolare mascellare;
– il controllo dell’overjet;
– il recupero dell’overbite;
– il mantenimento della posizione e dell’inclinazione degli incisivi superiori e inferiori.
Evoluzione del trattamento
Durante la fase attiva si osserva un netto miglioramento della posizione degli elementi 1.3 e 2.3, associato a un progressivo miglioramento dell’intercuspidazione nei settori latero-posteriori.
A livello intraorale, si rileva una Classe I molare e premolare a sinistra, mentre a destra persiste una relazione di Classe II. Per tale motivo viene programmato l’utilizzo di elastici asimmetrici (elastici di Classe II a destra ed elastici triangolari di ancoraggio a sinistra).
Completata la fase principale, il trattamento prosegue con la pianificazione di IPR selettivo tra gli elementi 1.3, 1.4 e 1.5, finalizzato alla rifinitura.
Risultati, contenzione e conclusioni
Al termine del trattamento attivo, la paziente presenta un’occlusione di Classe I bilaterale stabile, overjet e overbite nei limiti fisiologici, linee mediane coincidenti e arcate correttamente allineate e livellate, con un sorriso armonico e proporzionato (fig. 3).
L’analisi cefalometrica (fig. 4) e la panoramica (fig. 5) confermano la stabilità scheletrica e dentale, soprattutto sul piano verticale. La contenzione è gestita con retainer rimovibili per entrambe le arcate. A due anni dal termine del trattamento, le fotografie di controllo evidenziano intercuspidazione adeguata e occlusione equilibrata (figg. 6 e 7).
Il trattamento non estrattivo delle malocclusioni di Classe II in pazienti adolescenti iperdivergenti, supportato da diagnosi accurata e controllo biomeccanico, si dimostra efficace. Nel caso presentato, l’utilizzo combinato di allineatori trasparenti, elastici di Classe II e distalizzazione sequenziale dei molari mascellari ha permesso di correggere la discrepanza sagittale, migliorare occlusione ed estetica del sorriso, mantenendo stabile la dimensione verticale e l’inclinazione incisale. La pianificazione digitale ha facilitato il controllo dei movimenti dentari e la previsione degli effetti terapeutici, contribuendo a risultati funzionali ed estetici duraturi. Il follow-up a due anni conferma la stabilità del protocollo, evidenziando l’efficacia degli allineatori come alternativa agli apparecchi fissi nei casi selezionati, in presenza di buona collaborazione del paziente.
Paola Cozza
Specialista in Ortognatodonzia. Past president Sido e Professore ordinario e presidente del corso di laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria dell’Unicamillus International University (Roma)





