Il paziente, un ragazzo di 14 anni e 8 mesi, si è presentato presso lo studio lamentando una marcata protrusione degli incisivi superiori, con evidenti implicazioni sia estetiche sia funzionali. L’anamnesi ortodontica non ha evidenziato patologie sistemiche né pregressi traumi dentali di rilievo, e il paziente ha manifestato una buona collaborazione, elemento determinante in vista di un trattamento con aligner (fig. 1).
L’esame clinico intraorale ha rivelato una malocclusione scheletrica di Classe II, caratterizzata da retrognazia mandibolare, profilo facciale convesso e protrusione degli incisivi superiori. L’overjet misurava 8 mm e l’overbite 5,5 mm, con relazioni molari e canine di Classe II bilaterale. Si osservava un affollamento dentale lieve in entrambe le arcate, più pronunciato nei settori anteriori (figg. 2 e 3). L’analisi cefalometrica preliminare ha confermato la discrepanza sagittale scheletrica e ha evidenziato un angolo ANB di 4°, un angolo interincisale di 116° e una curva di Spee lievemente accentuata. Il profilo extraorale mostrava un mento retruso, una convessità naso-mento moderata e una discreta esposizione dentale superiore durante il sorriso.
Trattamento ortodontico
Considerata la fase di crescita del paziente, il piano terapeutico è stato progettato con l’obiettivo prioritario di correggere la discrepanza sagittale mandibolare, migliorando contestualmente l’allineamento dentale, l’armonia del profilo facciale e la funzione occlusale. Gli obiettivi terapeutici includevano la risoluzione dell’affollamento, la riduzione di overjet e overbite, il raggiungimento di relazioni molari e canine di Classe I stabili, il livellamento della curva di Spee e l’arretramento controllato degli incisivi superiori (fig. 4).
Tra le possibili opzioni terapeutiche, si è optato per l’impiego del sistema Invisalign con avanzamento mandibolare con blocchi occlusali, in quanto tale approccio consente di combinare la correzione sagittale con l’allineamento dentale simultaneo, assicurando movimenti dentali predicibili e controllati. Il protocollo iniziale prevedeva 40 aligner, con l’attivazione dell’avanzamento mandibolare a partire dallo stage #2. La pianificazione digitale tramite il software ClinCheck ha permesso di visualizzare dettagliatamente la progressione del trattamento, includendo l’avanzamento mandibolare graduale, la riduzione dell’overjet, l’arretramento degli incisivi superiori e l’espansione controllata delle arcate (fig. 5).
Durante la fase attiva, le immagini extraorali hanno documentato un progressivo miglioramento del profilo, con proiezione mandibolare più equilibrata, riduzione della convessità facciale e armonizzazione della linea del sorriso (fig. 6). A livello intraorale, si è osservato un open bite laterale transitorio, interpretato come un indicatore fisiologico dell’avanzamento sagittale in corso e della riorganizzazione della funzione occlusale (fig. 7).
Completata la fase principale, il trattamento è proseguito con 17 aligner aggiuntivi, dotati di cut-out per elastici di Classe II, utilizzati per circa quattro mesi al fine di completare la chiusura del morso, ottimizzare la rifinitura occlusale e garantire la stabilità dei risultati. Durante tale fase di rifinitura , sono stati effettuati controlli periodici per monitorare la risposta dei tessuti duri e molli, la collaborazione del paziente e l’eventuale necessità di minimi aggiustamenti clinici (fig. 8).
Al termine di quindici mesi di trattamento attivo, i risultati clinici hanno evidenziato un’occlusione di Classe I bilaterale stabile, con overjet e overbite nella norma. Le arcate dentarie risultavano allineate e livellate, con un sorriso armonico e proporzionato. Il profilo extraorale appariva più disteso, con una riduzione significativa della convessità iniziale e un mento più definito (fig. 9). L’analisi cefalometrica post-trattamento ha confermato miglioramenti sia sul piano scheletrico sia su quello dentale: l’overjet è passato da 8 mm a 2 mm, l’angolo ANB da 4° a 1°, e l’angolo interincisale da 116° a 136°, indicativi di un corretto allineamento e del valore di inclinazione degli incisivi inclinazione incisiva (fig. 10).
La fase di contenzione è stata gestita mediante un retainer rimovibile per l’arcata superiore e un retainer fisso per quella inferiore, garantendo il mantenimento della posizione dentale e della stabilità occlusale. A tre mesi dal termine del trattamento, le fotografie di controllo hanno confermato una buona intercuspidazione e un’occlusione equilibrata.
Discussione
Questo caso clinico conferma che il sistema Invisalign con avanzamento mandibolare con blocchi occlusali costituisce un’alternativa valida ed efficace ai dispositivi funzionali tradizionali, come i twin blocks, nella gestione delle malocclusioni di Classe II in pazienti in fase di crescita. L’approccio digitale ha consentito una pianificazione precisa e personalizzata, integrando l’avanzamento mandibolare con movimenti dentali controllati, riducendo i tempi complessivi del trattamento e migliorando la compliance del paziente. L’open bite laterale osservato durante la fase attiva si è dimostrato transitorio e fisiologico, risolvendosi mediante l’uso di elastici verticali e l’eruzione guidata dei denti posteriori (fig. 9).
In conclusione, l’esperienza clinica documenta come l’impiego di aligner con avanzamento mandibolare possa garantire risultati estetici e funzionali eccellenti, assicurando comfort, predicibilità e stabilità nel tempo. La sinergia tra pianificazione digitale, collaborazione del paziente e controllo clinico costante si è rivelata determinante per il successo terapeutico, confermando l’efficacia di approcci moderni e personalizzati nella correzione delle malocclusioni di Classe II in fase di crescita.
Ronald Sluiter
Odontoiatra libero professionista a Christchurch, Nuova Zelanda





