THE BEST OF EVIDENCE BASED DENTISTRY
Condizione clinica
La zirconia (ossido di zirconio) è un materiale ceramico policristallino inizialmente impiegato per la realizzazione di sottostrutture per protesi fissa che venivano, successivamente, rivestite da porcellana feldspatica. Successivamente la tecnologia ha messo a punto una zirconia con ottime proprietà di translucenza, simili a quelle dello smalto naturale del dente e della ceramica vetrosa a base di disilicato di litio. Questo risultato è ottenibile riscaldando la zirconia nella sua ultrastruttura basilare (chiamata monoclina) ad elevata temperatura, circa 2.370 C°. Il procedimento è in grado di generare una forma allotropica stabile dal punto di vista dimensionale, chiamata zirconia cubica “c”, che ha caratteristiche di translucenza e valide proprietà meccaniche che la rendono adatta a manufatti monolitici di protesi fissa, prevalentemente per i settori posteriori ma anche per i settori anteriori. In quest’ultimo caso, per motivi estetici, si procede con piccole aggiunte vestibolari di ceramica liquida colorata al manufatto monolitico in zirconia (micro cut-back).
Nonostante le case produttrici, già da alcuni anni, suggeriscano l’impiego dei dischi in zirconia cubica per la realizzazione Cad/Cam di manufatti protesici fissi, in letteratura è possibile ritrovare pochissimi studi, quasi esclusivamente in vitro, che valutano la stabilità cromatica (colore e translucenza) dei manufatti protesici monolitici in zirconia cubica una volta inseriti nel cavo orale.
Il vantaggio di poter disporre di manufatti protesici fissi e monolitici risiede sia nel flusso di lavoro rapido sia nel fatto che, a differenza delle sottostrutture rivestite in ceramica feldspatica, i manufatti ceramici monolitici difficilmente subiscono fenomeni di scheggiatura, “chipping” o frattura del rivestimento ceramico.
Dati di evidenza scientifica
Una recente revisione sistematica e metanalisi condotta da Zhang e collaboratori ha indagato la stabilità cromatica e il mantenimento della translucenza dei manufatti protesici fissi e monolitici realizzati in zirconia cubica in seguito a dei procedimenti d’invecchiamento artificiale (aging in vitro).
Da subito occorre fare una precisazione. Per occupare un livello alto nella piramide della gerarchia dell’evidenza scientifica le revisioni sistematiche (con o senza metanalisi) devono includere studi clinici e, in maniera elettiva, studi clinici controllati e randomizzati. Una revisione sistematica e metanalisi di studi in vitro si posiziona teoricamente in un alto livello nella piramide della gerarchia dell’evidenza scientifica, ma è da enfatizzare il fatto che le conclusioni non possono essere equiparate a quelle delle revisioni sistematiche di studi clinici.
Per la revisione sistematica in oggetto (analisi qualitativa) sono stati inclusi 13 studi in vitro che prevedevano un invecchiamento artificiale dei campioni di zirconia translucente (cubica) consistente in uno stress idrotermico di permanenza, degli stessi campioni, in un ambiente umido a circa 134 C° per un periodo di tempo variabile da 1 a 100 ore. 11 studi sono stati selezionati per l’analisi quantitativa (metanalisi).
I campioni sottoposti a invecchiamento artificiale sono stati confrontati con campioni non sottoposti ad alcun trattamento e i parametri impiegati per la valutazione della translucenza e delle caratteristiche cromatiche si basavano su un’analisi condotta mediante spettrofotometro.
I risultati hanno evidenziato che per uno stress idrotermico, sotto le 20 ore non si assiste ad alcun cambiamento della translucenza e dei parametri cromatici della zirconia cubica, tranne che per il parametro che evidenzia la tendenza del materiale ad assumere una colorazione più rossastra. Tale variazione, però, era inferiore alla capacità di percezione visiva delle differenze cromatiche da parte dell’occhio umano.
Solo per un invecchiamento artificiale a 134 C°, che si estendeva oltre le 20 ore, si assiste a una riduzione della translucenza della zirconia cubica e di tutti gli altri parametri cromatici valutati mediante spettrofotometro. Nel cavo orale però non si raggiungono mai temperature di questo tipo e nemmeno temperature elevate, seppur inferiori, si prolungano oltre le 20 ore.
Implicazioni cliniche
1) I manufatti monolitici realizzati in zirconia cubica evidenziano, in seguito a un invecchiamento idrotermico in vitro, il mantenimento della translucenza e caratteristiche cromatiche per procedimenti di riscaldamento a 134 C° fino a un tempo massimo di 20 ore.
2) Le condizioni sopraccitate sono situazioni estreme che mai si realizzano nel cavo orale, a sostegno del fatto che la zirconia translucente (cubica) è un materiale ceramico indicato per la realizzazione di manufatti fissi monolitici e che si presenta stabile riguardo il mantenimento nel tempo della propria translucenza e caratteristiche cromatiche.





