Il progetto Bioaction finanziato dall’Ue prova a rivoluzionare l’approccio alle infezioni associate agli impianti sfruttando gli idrogel e i nanomateriali intelligenti. Il tentativo è quello di riprogrammare la fisiologia molecolare del biofilm.
La lotta contro le infezioni e la resistenza microbica rappresentano una sfida sempre più pressante e nelle infezioni associate agli impianti i trattamenti standard, compresi i regimi antibiotici prolungati, si rivelano spesso inutili contro queste comunità batteriche resistenti.
In questo scenario si inserisce il lavoro di ricerca di Bioaction (bioaction.eu), un progetto multidisciplinare finanziato dall’Unione Europea che mira a rivoluzionare l’approccio alle infezioni associate agli impianti, sfruttando gli idrogel e i nanomateriali intelligenti. «Bioaction assume una posizione audace e innovativa, discostandosi dagli approcci tradizionali: anziché combattere i batteri patogeni in modo diretto, li sfrutta come preziosi alleati per promuovere la rigenerazione dei tessuti e una migliore integrazione degli impianti. Questa nuova prospettiva offre un cambiamento di paradigma nell’affrontare le infezioni» spiegano dal gruppo di ricerca. Il tentativo è proprio quello di riprogrammare la fisiologia molecolare del biofilm.
Il progetto Bioaction, sostenuto da un generoso finanziamento di 3,4 milioni di euro, ha ottenuto un sostegno fondamentale dal programma Pathfinder Open del Consiglio europeo per l’innovazione (Eic-Pathfinder), noto per il suo impegno a promuovere innovazioni che si spingono oltre i confini dell’esplorazione scientifica e del progresso tecnologico. «Il programma Pathfinder premia progetti tecnologici visionari ad alto rischio, che introducono cambiamenti paradigmatici delle attuali conoscenze tecnologiche» spiega la professoressa Lia Rimondini, direttrice del dipartimento di Scienze della salute dell’Università del Piemonte Orientale, partner del progetto.
Nei prossimi quattro anni Bioaction svilupperà bio-idrogel funzionali in grado di innescare un rimodellamento locale dei processi fisiologici per accelerare la guarigione e stimolare la crescita ossea. Saranno progettati come materiali iniettabili o rivestimenti di impianti per una somministrazione minimamente invasiva.
Nell’ambito del progetto, i ricercatori convalideranno attivamente la tecnologia utilizzando modelli clinicamente rilevanti per impianti dentali e protesi transcutanee permanenti. «La prima applicazione prevista è il trattamento delle infezioni associate agli impianti dentali e ortopedici, cioè impianti di protesi transcutanee che sono particolarmente suscettibili alle infezioni a causa della loro vicinanza alle superfici esterne e alle comunità di batteri che solitamente abitano queste nicchie» si legge sul sito web del progetto Bioaction.
Ma l’impatto trasformativo di Bioaction va ben oltre questi casi specifici. Riducendo la dipendenza da terapie antibiotiche prolungate e attenuando i tassi di fallimento, questo progetto pionieristico ha il potere di rivoluzionare i metodi di trattamento delle infezioni. A lungo termine, Bioaction mira a migliorare la qualità della vita dei pazienti e a dare un contributo significativo alla lotta mondiale contro la resistenza antimicrobica.
Secondo Luigi Ambrosio, coordinatore dell’intero progetto presso l’Istituto dei Polimeri, compositi e biomateriali del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), «il progetto Bioaction propone un approccio visionario che sarà perseguito grazie a una reale interdisciplinarità. Le diverse competenze e capacità dei nostri partner in biologia sintetica, biomateriali, microbiologia e altro ancora saranno sicuramente la base del successo del progetto».
Il progetto riunisce infatti quattro centri di ricerca: l’Istituto per i Polimeri, compositi e biomateriali e l’Istituto per i Sistemi biologici del Cnr, l’Istituto di Bioingegneria della Catalogna e l’AO Research Institute Davos, oltre a due università, l’Università di Liegi e l’Università del Piemonte Orientale, e due aziende, Ferentis e INsociety, provenienti da un totale di cinque Paesi europei. Tutti i partner hanno partecipato al kick-off meeting di Bioaction, ospitato dal coordinatore a Napoli il 26 aprile di quest’anno.
Andrea Peren
Giornalista Italian Dental Journal





