
Piermarco Babando
L’ozono ha proprietà antimicrobiche, antinfiammatorie, rigenerative e immunomodulanti. Questa terapia biologica in odontoiatria trova indicazione nelle osteolisi periapicali, parodontiti, perimplantiti e anche osteonecrosi
«L’ossigeno-ozono è una terapia innovativa biologica e naturale che vede nell’odontostomatologia una specializzazione medica nella quale poter rivoluzionare molte delle pratiche cliniche quotidiane». Lo afferma Piermarco Babando, odontoiatra che lavora presso l’Ospedale Mauriziano di Torino, componente del direttivo della Società scientifica di ossigeno ozono terapia (Sioot).
Il distretto orale infatti risulta essere uno degli organi maggiormente contaminati dal punto di vista batteriologico. Le peculiarità della molecola dell’ozono sono quelle dell’instabilità, dell’altissimo potere ossidante oltre alla possibilità di stimolare fattori di crescita e favorire la rigenerazione cellulare. «Grazie a queste caratteristiche – sostiene lo specialista – può aiutare molto l’odontoiatra, qualsiasi sia la sua specializzazione».
Dottor Brabando, quali sono i campi d’impiego dell’ossigeno-ozono terapia in odontoiatria?
Grazie all’utilizzo dell’ossigeno-ozono terapia è possibile affrontare patologie quali osteolisi periapicali, perimplantiti e parodontopatie con un approccio differente dalle normali terapie chirurgiche. L’utilizzo di alte concentrazioni di miscela di ossigeno e ozono ci permette infatti di ottenere la decontaminazione della noxa patogena, anche non sottoponendo il paziente a interventi chirurgici invalidanti.
La terapia con ossigeno-ozono risulta efficace se applicata in ogni branca dell’odontostomatologia, sfruttando il potentissimo effetto battericida garantito dal grande potere antiossidante, dall’effetto biostimolante, dall’effetto immunomodulante e da quello miorilassante e ossigenante dei liquidi intrarticolari.
Qual è il meccanismo d’azione di questa terapia?
L’ozono è una molecola con altissimo effetto antimicrobico, di gran lunga maggiore di quello del cloro. L’ulteriore vantaggio rispetto a questa molecola è l’assenza di residui chimici una volta espletata la sua funzione. L’ozono è un potentissimo antinfiammatorio, ha effetto rigenerativo stimolando i fattori di crescita dei tessuti ed è anche un potente immunomodulatore. I diversi effetti terapeutici dipendono dalla corretta somministrazione del gas e dalla opportuna concentrazione dello stesso: solo utilizzando macchine con spettrofotometro possiamo essere certi della corretta concentrazione di ozono prodotto al momento.
Ci sono delle controindicazioni o degli effetti avversi?
L’ossigeno-ozono terapia non presenta controindicazioni o effetti collaterali, è quanto di più naturale e biologico si possa avere nel nostro panorama terapeutico. Infatti l’ossigeno medicale viene caricato elettricamente al fine di ottenere una molecola instabile ma dall’altissimo potere ossidante.
Non sono possibili fenomeni allergici o resistenze batteriche.
L’ossigeno-ozono terapia inoltre risulta essere l’unico presidio terapeutico in forma gassosa. Grazie alla particolare diffondibilità all’interno dei tessuti ci permette di avere un effetto terapeutico e di aiutarci nella diagnosi di predicibilità durante la guarigione dagli interventi chirurgici.
Quali sono le modalità di somministrazione dell’ossigeno-ozono terapia?
Le vie di somministrazione sono molteplici a seconda dell’utilizzo che se ne voglia fare. Per quanto riguarda l’effetto antimicrobico si può utilizzare acqua iperozonizzata, dentifrici all’ozono oppure oli iperozonizzati. Notevole effetto decontaminante per contatto del gas si ottiene con la preparazione di camere chiuse, in cui è possibile ottenere alte concentrazioni di gas a diretto contatto con le superfici da decontaminare, come impianti dentari infetti. L’unica precauzione da adottare quando si utilizza l’ozono deriva dalla sua pericolosità in caso di inalazione. Durante ogni terapia clinica è obbligatorio l’utilizzo di aspiratori ad alta velocità in modo da evitare che anche solo una piccola dispersione del gas possa essere inalata dal paziente.
L’effetto rigenerativo e antinfiammatorio si ottiene con infiltrazioni loco regionali in anestesia locale. Il materiale necessario sono siringa sterile e ago 30 G.
A livello sistemico è possibile trattare il paziente con ozonizzazione del sangue Gae (grande autoemoinfusione) secondo i protocolli Sioot con utilizzo di sacche sterili prive di ftalati.
È una terapia dolorosa?
Somministrata per via infiltrativa è una terapia che non prevede la possibilità che il paziente provi dolore; infatti, viene eseguita dopo aver effettuato anestesia loco-regionale con anestetico privo di adrenalina.
Le concentrazioni della miscela ossigeno-ozono variano a seconda dell’effetto terapeutico ricercato. Affidandosi agli specifici protocolli preparati dalla Sioot è possibile affrontare con successo moltissime patologie odontostomatologiche in completa sicurezza. Le infiltrazioni vanno eseguite lentamente, permettendo al gas di diffondere nei tessuti in modo adeguato.
Per la Sioot «ciò che non può fare il farmaco, può l’ossigeno ozono». Cosa si intende, ci fa qualche esempio?
È una grande verità. La terapia con ossigeno-ozono è predicibile, con un’elevata percentuale di successo anche in casi ove le consuete terapie farmacologiche o chirurgiche stentano a funzionare, come se l’effetto dell’ossigeno-ozono potenziasse quello dei farmaci utilizzati. Con l’utilizzo dell’ossigeno-ozono terapia possiamo rendere più predicibili i nostri interventi chirurgici, migliorare la morbilità degli stessi e quindi migliorare l’approccio del paziente all’intervento.
Che cambiamenti può introdurre nella pratica quotidiana dell’odontoiatra?
L’utilizzo dell’ozono può cambiare radicalmente le abitudini dell’ambulatorio odontoiatrico. Infatti, è possibile trattare sia l’acqua che l’aria dello studio stesso.
La sanificazione dell’aria dello studio porta a un grande abbassamento della carica batterica ambientale e all’eliminazione di tutti gli odori classici dello studio dentistico.
L’iperozonizzazione dell’acqua utilizzata sugli spray degli strumenti rotanti o degli ablatori o dei liquidi di raffreddamento chirurgici permette di ottenere un diretto effetto sanificante durante tutte le operazioni cliniche.
L’acqua iperozonizzata è instabile e l’emivita della molecola attiva dell’ozono dipende direttamente dalla temperatura ambientale. Più è alta la temperatura ambientale, minore sarà il tempo in cui l’effetto battericida dell’ozono è efficace. Raffreddando la temperatura dell’acqua è possibile ottenere una soluzione iperozonizzata più duratura.
Qual è la sua esperienza nell’uso dell’ossigeno-ozono terapia?
Ho scoperto come l’ossigeno-ozono terapia fosse di notevole aiuto alla pratica odontoiatrica circa dieci anni fa. Oggi la utilizzo quotidianamente, sfruttandone ogni modalità di somministrazione. Ogni specialità odontoiatrica ne può trarre beneficio: dalla prevenzione, all’endodonzia, alla conservativa, alla chirurgia alla gnatologia.
Grazie alla Sioot sono riuscito ad avere l’opportunità di utilizzare il generatore di ozono medicale anche in ambiente ospedaliero, riuscendo a coinvolgere molti colleghi.
All’Ospedale Mauriziano di Torino, in accordo con il direttore Paolo Appendino, trattiamo molti pazienti gnatologici, con antibiotico resistenze, con perimplantiti e con osteonecrosi da radioterapia o da bisfosfonati.
L’ossigeno-ozono terapia è una terapia medica riconosciuta che, seguendo i protocolli Sioot e utilizzando generatori di ozono medicale che garantiscano la corretta concentrazione della miscela da sommministrare, può ampliare grandemente il panorama delle patologie odontoiatriche trattabili. Inoltre è l’unico presidio in forma gassosa la cui estrema diffusibilità nei tessuti può garantire anche un effetto diagnostico.
Renato Torlaschi
Giornalista Italian Dental Journal
A ROMA IL CONGRESSO INTERNAZIONALE DI OSSIGENO-OZONO TERAPIA
Si è tenuto a Roma presso l’Università Cattolica Sacro Cuore dal 16 al 18 maggio il congresso internazionale di ossigeno-ozono terapia, dal titolo “Avanza la nuova medicina: efficace, sicura e naturale. Importante anche per potenziare i benefici del farmaco”. Il congresso è stato organizzato dalla Società scientifica di ossigeno ozono terapia (Sioot), un sodalizio multidisciplinare che raccoglie le prove scientifiche sull’utilizzo della terapia e nel tempo ha prodotto e poi aggiornato i protocolli terapeutici per le singole patologie. Tra i relatori era presente anche Piermarco Babando con una relazione dal titolo “Ozono terapia in odontostomatologia: un nuovo approccio biologico alle patologie del cavo orale”.
Oltre al congresso e ai corsi teorico-pratici che si ripetono durante l’anno, la Sioot ha messo a punto, in collaborazione con l’Università degli Studi di Pavia e l’Università Unicamillus di Roma, un master di II livello in ossigeno-ozono terapia.





