Anche un farmaco sicuro e ampiamente utilizzato in età pediatrica e in odontoiatria come il paracetamolo, presenta un rischio intossicazione. Dopo il richiamo dell’Aifa, ecco il punto su posologia, rischi e antidoti
Il paracetamolo è un farmaco ad azione antipiretica e antidolorifica prescritto ampiamente nei pazienti pediatrici e nei soggetti fragili in quanto è privo dei principali effetti collaterali tipici dei farmaci anti infiammatori non steroidei (Fans). La sua diffusione d’uso nell’ambito pediatrico è stata inoltre favorita dal facile accesso alla popolazione anche senza prescrizione medica, dalla ampia disponibilità in tante formulazioni e dosaggi diversi e dalla percezione dei genitori di essere un farmaco innocuo. Se assunto correttamente, il paracetamolo è di fatto un farmaco sicuro, efficace e ben tollerato dall’organismo e sostanzialmente privo di importanti effetti collaterali, la cui dose terapeutica è molto distante dalla dose tossica a differenza di altri analgesici (1).
Il paracetamolo trova indicazione anche per il trattamento sintomatico del dolore dentale e in combinazione con ibuprofene a dosi fisse sembra essere un’opzione valida (2), ma servono ulteriori studi clinici randomizzati controllati di conferma. Nella gestione del dolore acuto temporaneo (pulpite) prima del trattamento odontoiatrico o post-operatorio dopo estrazione dentaria non è considerato un farmaco di prima scelta, ma viene somministrato successivamente se il controllo del dolore è inadeguato; secondo un gruppo di esperti americani con la supervisione di Fda e Ada, il paracetamolo diviene la prima scelta quando i Fans sono controindicati (3,4).
Posologia
Per la gestione efficace e sicura del dolore da moderato a grave nei pazienti pediatrici si raccomanda di seguire la posologia, dosaggio e tempistica, al fine di ottimizzare il trattamento offrendo il maggiore sollievo dai sintomi senza un aumento significativo degli effetti collaterali, riducendo così al minimo i rischi. Quando assunto nei dosaggi raccomandati e per un periodo congruo (meglio non superiore alle 72 ore), il paracetamolo mantiene un profilo di sicurezza senza alterazione degli enzimi epatici. Dati mondiali presenti in letteratura scientifica indicano una dose massima di assunzione, nei bambini di età inferiore ai 2 anni, compresa tra i 60 e 90 mg/kg di peso corporeo/dose, che appare alta se confrontata con quella relativa all’ibuprofene che è pari a 5-40 mg/kg di peso corporeo/dose (5-7).
In Italia nei neonati sotto i 10 kg la dose è 7,5 mg/kg (dose massima 30 mg/kg/die); tra i 10-15 kg è 15 mg/kg (dose massima 60 mg/kg/die) ripetibile ogni 4-6 ore (massimo 4 volte). Nei bambini di peso compreso tra 21 e 25 kg (approssimativamente tra i 6 e i 10 anni): 250 mg alla volta, da ripetere se necessario dopo 4 ore, senza superare le 6 somministrazioni al giorno (dosse massima raccomandata 1.500 mg). Nei bambini di peso compreso tra 26 e 40 kg (approssimativamente tra gli 8 e i 13 anni): 500mg alla volta, da ripetere se necessario dopo 6 ore, senza superare le 4 somministrazioni al giorno. Nei ragazzi di peso compreso tra 41 e 50 kg (approssimativamente tra i 12 e i 15 anni) o superiore a 50 kg (approssimativamente sopra i 15 anni): 500 mg alla volta, da ripetere se necessario dopo 4 ore, senza superare le 6 somministrazioni al giorno. Generalmente ben tollerato, il suo effetto inizia dopo 30 minuti dall’assunzione.
Il farmaco viene metabolizzato principalmente nel fegato attraverso tre vie: la glucuronidazione, ovvero legato all’acido glucuronico (circa 50-60%), la solfatazione, ovvero legato al solfato (circa 30-40%) e la via ossidativa minore (circa 5-10%) attraverso il sistema enzimatico del citocromo P450 (principalmente CYP2E1) nel metabolita N-acetil-p-benzochinoneimmina reattivo e tossico. Quest’ultimo, se non fosse neutralizzato dal glutatione formando cisteina e coniugati dell’acido mercapturico, danneggerebbe la membrana cellulare inducendo necrosi (8).
Reazioni avverse: l’intossicazione
I disturbi più frequenti connessi con l’assunzione del farmaco sono reazioni allergiche (arrossamenti della pelle, prurito, difficoltà respiratorie), disturbi di stomaco, vertigini, colorazione giallastra della pelle. I tipici sintomi che compaiono entro le prime 24 ore in caso di assunzione di dosi molto elevate sono anoressia (perdita di appetito), nausea e vomito.
L’azione del genitore o del caregiver nel somministrarlo a un maggior dosaggio o frequenza per controllare in maniera autonoma lo stato di disagio del bambino (febbre, dolore orale, ecc.) e l’errata convinzione che si tratti di un farmaco estremamente sicuro, può essere pericoloso per il rischio reale di intossicazione, specialmente se portatori di sofferenza o malattie epatiche.
L’intossicazione in età infantile non compare immediatamente ma si manifesta nelle 12 ore successive all’assunzione eccessiva, con segni e sintomi che comprendono vomito, perdita di appetito, letargia e debolezza generalizzata. Le ingestioni accidentali sono più comuni nella fascia d’età compresa tra 1 e 5 anni, avvengono in ambiente domestico e non provocano tossicità o la causano se non in forma lieve e solo in una minoranza dei casi è fatale. Nei bambini più grandi l’abuso di farmaci è più spesso associata a tentativi di suicidio.
Recentemente l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) con una nota ha richiamato all’uso corretto e consapevole del paracetamolo (con particolare attenzione ai casi di sovradosaggio intenzionale negli adolescenti, legato a gesti impulsivi o dimostrativi riconducibili a comportamenti imitativi o a presunte “sfide social” e a una errata percezione che il paracetamolo sia un medicinale privo di rischi). L’assunzione di quantità superiori a quelle indicate può infatti determinare effetti indesiderati anche gravi, in particolare a livello epatico, rendendo necessario mantenere alta l’attenzione sull’uso appropriato di questo medicinale, soprattutto in una fascia di età vulnerabile come quella pediatrica. Un uso improprio o l’assunzione di quantità superiori a quelle raccomandate può tuttavia determinare effetti indesiderati gravi, irreversibili nei casi più severi, in particolare a livello del fegato» scrive Aifa, che invita famiglie, pazienti, caregiver e operatori sanitari a osservare alcune semplici ma fondamentali precauzioni:
attenersi scrupolosamente alle dosi indicate nel foglio illustrativo o nella prescrizione medica;
rispettare l’intervallo minimo tra le somministrazioni ed evitare l’uso contemporaneo di più medicinali contenenti paracetamolo o di altre sostanze potenzialmente epatotossiche;
rivolgersi immediatamente ai servizi di emergenza o a un Centro Antiveleni in caso di sospetto sovradosaggio, anche in assenza di sintomi (9).
Antidoti
La lavanda gastrica entro 2 ore in caso di ingestione di grosse quantità, ad esempio per ideazione suicidaria, in accordo con il Centro antiveleni dopo accurata anamnesi.
La decontaminazione gastrica con carbone vegetale attivo (1 g/kg per os, massimo 50 gr) è da eseguire entro 2 ore dall’ingestione, per diminuire l’assorbimento del 50-90%, se non sono previste terapie orali.
La somministrazione di N-acetilcisteina (Nac), grazie alle potenti attività antiossidanti, rigenera i livelli di glutatione ridotto direttamente o indirettamente o convertendosi in esso in tutte le cellule i (10) epatociti compresi contenendo così il danno epatico. Negli ultimi 50 anni, Nac ha salvato migliaia di vite e rimane il trattamento di riferimento per l’avvelenamento da paracetamolo (11). È utile nell’intossicazione acuta (dose singola > 150 mg/kg o > 100 mg/kg in pazienti con fattori di rischio come epatopatie, infezioni virali, diabete non controllato, anoressia, utilizzo di altri farmaci), entro 8 ore dall’ingestione, ma anche dopo 24 ore si possono avere benefici (12). è vantaggioso anche nell’intossicazione cronica (per bambini sotto i 6 anni con ingestioni > 200 mg/kg nelle prime 24 ore o > 150 mg/kg/die nelle precedenti 48 ore o > 100 mg/kg/die nelle precedenti 72 ore).
Viene somministrato con SG 5% oppure NaCl 0,9% in endovena alla dose di 200 mg/kg (massimo 22 g) in 7 ml/kg (massimo 500 ml) in 4 ore seguita da 100 mg/kg 14 ml/kg (massimo 1.000 ml) in 16 ore e successive di 150 mg/kg, in 500 ml ogni 12 ore fino a riduzione della paracetamolemia (< 10 mg/l) e Alt < 50 U/l.
Autori:
Simone Aspriello
Stefano Daniele
Bibliografia
1) de’Angelis GL, Vincenzi F, Fornaroli F, Buonvicino D, Chiarugi A. New perspectives for optimizing fever and pain management in pediatrics: evidence supporting therapeutic awareness in clinical practice. Ital J Pediatr. 2025 Aug 15;51(1):255.
2) Mohn A, Maggitti A, Tripodi R, Chiarelli F, Cosi A, Tripodi D. Dental pain in children: pharmacological management. Eur J Paediatr Dent. 2025 Jun 5;26(2):120-124.
3) Carrasco-Labra A et al. Evidence-based clinical practice guideline for the pharmacologic management of acute dental pain in adolescents, adults, and older adults: A report from the American Dental Association Science and Research Institute, the University of Pittsburgh, and the University of Pennsylvania. J Am Dent Assoc. 2024 Feb;155(2):102-117.e9.
4) Carrasco-Labra A et al. Evidence-based clinical practice guideline for the pharmacologic management of acute dental pain in children: A report from the American Dental Association Science and Research Institute, the University of Pittsburgh School of Dental Medicine, and the Center for Integrative Global Oral Health at the University of Pennsylvania. J Am Dent Assoc. 2023 Sep;154(9):814-825.e2.
5) New Zealand Formulary. New Zealand Formulary for Children. www.nzfchildren.org.nz
6) Joint Formulary Committee. British National Formulary for Children. https://bnfc.nice.org.uk
7) Harriet Lane Handbook: Manual for Pediatric House Officers. Johns Hopkins Hospital.
8) www.dentaljournal.it/paracetamolo-vs-ibuprofene-analgesia-post-operatoria
9) www.aifa.gov.it/-/aifa-richiama-uso-corretto-paracetamolo-particolare-attenzione-casi-sovradosaggio-intenzionale-negli-adolescenti
10) Locci C, Cuzzolin L, Capobianco G, Antonucci R. Paracetamol overdose in the newborn and infant: a life-threatening event. Eur J ClinPharmacol. 2021 Jun;77(6):809-815.
11) Nogué-Xarau S et al. [Translated article] N-acetylcysteine: 50 years since the discovery of an antidote that has changed the prognosis of acetaminophen poisoning. Farm Hosp. 2026 May-Jun;50(3):T162-T166.
12) www.dentaljournal.it/nac-medicinale-utile-terapia-parodontale-post-chirurgia-orale





