La diagnosi precoce del carcinoma squamocellulare del cavo orale è fondamentale per migliorare prognosi e qualità di vita dei pazienti affetti, poiché permette trattamenti più efficaci e meno invasivi.
Clinicamente, il tumore è spesso preceduto da lesioni e alterazioni mucose potenzialmente maligne, come placche bianche (leucoplachia) o aree rosse (eritroplachia).
Queste lesioni, che possono essere “precursori” del carcinoma orale, rappresentano tappe biologiche rilevanti nel processo di trasformazione neoplastica della mucosa orale e la loro diagnosi e trattamento tempestivi consentirebbero di prevenire lo sviluppo del carcinoma orale.
È fondamentale un approccio diagnostico e terapeutico alle lesioni potenzialmente maligne che comprenda il corretto inquadramento diagnostico, l’impostazione di un adatto iter terapeutico, il controllo dei fattori e delle abitudini a rischio del paziente.
Caso clinico
Descriviamo il caso clinico del signor S. L., maschio di 49 anni, fumatore da circa 30 anni di 15-20 sigarette al giorno. Si presentava all’osservazione dell’esperto di medicina e patologia orale per il riscontro da parte del curante di una lesione bianca al pavimento orale.
La lesione era asintomatica, causa solamente di sensazione soggettiva di modesta ruvidità al contatto con la superficie ventrale della lingua, che il paziente riferiva presente da diversi mesi. All’esame obiettivo del cavo orale era evidente la presenza di un’area di mucosa orale inspessita e più consistente, di colorito più bianco della mucosa circostante, a superficie finemente verrucosa e bordo di poco rilevato, estesa nel pavimento orale bilateralmente alla linea mediana per un totale di circa 5×2 cm, al davanti della linea di decorso dei dotti di Wharton e delle ghiandole sublinguali (fig.1). La palpazione non evidenziava fissità o aderenza ai tessuti profondi.
La colorazione vitale con blu di toluidina (fig. 2) risultava negativa e l’esame con autofluorescenza (fig. 3) evidenziava modesta perdita centrale di fluorescenza, indicativa di displasia o neoplasia.
Veniva pianificata e condotta la biopsia incisionale della lesione (fig. 4) in area significativa che evidenziava all’esame istopatologico “ipercheratosi benigna con focale displasia lieve e flogosi cronica”. La porzione residua della lesione veniva successivamente asportata con tecnica laser a diodi (fig. 5).
Al paziente veniva prescritta la cessazione del fumo di tabacco, che con opportuna assistenza riusciva a ottenere.
Al controllo dell’anno successivo l’area di mucosa orale appariva completamente guarita senza segni di alterazioni dell’epitelio superficiale (fig. 6). La cessazione del fumo di tabacco ha svolto un ruolo determinante nella guarigione del paziente, al quale venivano prescritti controlli semestrali o al bisogno in caso di riscontro di nuove lesioni.
Silvio Abati
Professore associato di Malattie Odontostomatologiche Università Vita-Salute San Raffaele di Milano





